Climatizzatori: molte agevolazioni fra cui scegliere e il regime IVA

climatizzatori_risparmiareChi acquista un climatizzatore a pompa di calore può beneficiare di diverse agevolazioni, tra loro alternative:

  • detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie;
  • bonus mobili, che consiste ugualmente in una detrazione del 50%;
  • conto termico, di recente aggiornato nella versione “2.0” che lo rende più semplice;
  • detrazioni del 65% per gli interventi di efficienza energetica, note anche come “ecobonus“, solo in particolari condizioni.

Le detrazioni fiscali sono state prorogate, grazie alla Legge di Stabilità del dicembre 2016, fino al 31 dicembre 2017.

A queste si aggiungono altri vantaggi:

  • la riforma delle tariffe elettriche per gli utenti domestici: dal 1° gennaio 2017 è iniziata la fase 2.
  • applicazione dell’aliquota Iva agevolata per i beni significativi;

Ricordiamo che climatizzatori ad alta efficenza sono un prodotto del g.a.s. 2017: vedi qui la scheda tecnica e prezzi; per ADERIRE ON LINE al gruppo d’acquisto clicca qui.

1. La detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie

Quali condizionatori?

  • Climatizzatori con pompa di calore (anche non ad alta efficienza), purché possano essere usati anche per il riscaldamento nella stagione invernale, a integrare o a sostituire l’impianto di riscaldamento esistente.

Come funziona?

  • Si porta in detrazione dall’Irpef su 10 anni, tramite quote di pari importo, il 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 96mila euro per edificio. Non è cumulabile (per i medesimi interventi) con gli altri incentivi. Sono detraibili tutte le spese concernenti i lavori, anche quelle di progetto e amministrative. Confermata fino al 31 dicembre 2017, salvo proroghe, dal 2018 scenderà al 36%.

Per chi e per quali edifici?

  • Per chi paga l’Irpef, per le persone fisiche. Possono goderne non solo i proprietari, ma anche gli inquilini o i familiari, a patto che siano loro a sostenere le spese, purchè di immobili residenziali. Non è necessario effettuare una ristrutturazione contestuale.

2. Il bonus mobili

Per quali condizionatori?

  • Condizionatori con etichetta energetica A+ o superiore installati dopo una ristrutturazione edilizia.

Come funziona?

  • Porta in detrazione dall’Irpef su 10 anni, tramite quote di pari importo, il 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 10mila euro per edificio. Non è cumulabile (per i medesimi interventi) con gli altri incentivi. È confermato fino al 31 dicembre 2017 ma per gli acquisti fatti nell’anno appena iniziato vale solo per immobili oggetto di ristrutturazioni iniziate dopo il 1 gennaio 2016.

Per chi e per quali edifici?

  • Solo per persone fisiche e edifici residenziali. Possono goderne non solo i proprietari, ma anche gli inquilini o i familiari. A differenza delle altre tipologie di detrazione non è necessario che l’edifico abbia già un impianto di riscaldamento. È però necessario effettuare una ristrutturazione contestuale dell’edificio in cui si installa il condizionatore e la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese da detrarre.

3. Il conto termico 2.0

Per quali condizionatori?

  • Climatizzatori a pompa di calore con determinate prestazioni energetiche che devono essere installati in sostituzione di un impianto di riscaldamento preesistente.

Come funziona?

  • Il nuovo conto termico 2.0 ha introdotto semplificazioni e miglioramenti rispetto alla versione precedente, in particolare per agevolare l’accesso agli incentivi. Tra le novità, sono stati rivisti i coefficienti di valorizzazione dell’energia termica. L’incentivo è sempre erogato in rata unica se l’ammontare da corrispondere non è superiore a 5.000 €; in due anni per impianti fino a 35 kW di potenza e in 5 per quelli più grandi fino a 2.000 kW.

Un’altra novità è l’istituzione di un catalogo con gli apparecchi domestici idonei: chi acquista un prodotto da questa lista può ottenere l’incentivo attraverso una procedura semplificata e semi-automatica.

  • Il valore della somma erogata dipende da vari fattori, tra cui le prestazioni della macchina e la zona climatica di installazione. Proponiamo il calcolatore messo a punto Assoclima (potenza ; potenza >35 kWth qui).

Per chi?

  • Sia per privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario, che per la pubblica amministrazione.

4. La detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficienza energetica

Quali condizionatori?

  • Climatizzatori con pompa di calore che forniscono sia riscaldamento che raffrescamento, a condizione che siano ad alta efficienza (come definito da specifiche tabelle dell’Agenzia delle Entrate) e che siano installati in sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente.

Come funziona?

  • Porta in detrazione dall’Irpef o dall’Ires su 10 anni, tramite quote di pari importo, il 65% della spesa sostenuta. Non è cumulabile (per i medesimi interventi) con la detrazione del 50% per le ristrutturazioni o con altri incentivi come il conto termico. Sono detraibili tutte le spese concernenti i lavori, anche quelle di progetto e amministrative. Per questo intervento il limite di spesa detraibile è di 30mila euro. È confermata fino al 31 dicembre 2017 e fino al 2021 per interventi che interessino interi conominii o parti comuni degli stessi .

Per chi e per quali edifici?

  • Sia per persone fisiche che per aziende e per interventi su edifici di qualsiasi categoria catastale, purché esistenti e già dotati di un impianto di riscaldamento.

L’Iva agevolata

Il climatizzatore gode dell’aliquota Iva agevolata del 10% (è un “bene significativo”). Però si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione (costo installazione compresa) e quello dei beni stessi.

Ad esempio: se il costo totale dell’intervento è di 9.000 euro, di cui 3.000 per prestazione lavorativa e 6.000 per il costo dei condizionatori e dei materiali, l’Iva al 10% si applica solo su 3.000 euro, cioè sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello degli stessi beni significativi (9.000-6.000 = 3.000 €). Sul valore residuo delle prestazione lavorativa (3.000 €) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

La D1 e la nuova tariffa elettrica TD

Se la pompa di calore elettrica sostituisce del tutto l’impianto di riscaldamento, fino al 31 dicembre 2016 si poteva chiedere di godere della tariffa elettrica sperimentale D1, che non essendo progressiva rende le bollette più leggere per chi ha consumi alti come quelli connessi ad una pompa di calore.

La D1 è riservata a titolari di utenze domestiche che hanno un contatore elettronico telegestito e che sono in prima casa.

Dal primo gennaio 2017, chi aveva aderito alla D1 paga l’energia elettrica secondo la nuova tariffa TD non progressiva, che entrerà in vigore per tutti dal 2018.

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