CONDOMINI: COME CEDERE IL CREDITO DELLE DETRAZIONI. Anche gli incampienti possono farlo

condomini_detrazioni_agenzia entrateLo scorso 8 giugno 2017 l’Agenzia delle Entrate ha emesso un provvedimento (Prot. 108577) a firma del Direttore Generale.

Dispone le modalità di cessione del credito derivato dalla detrazione per le spese (sostenute fra il 01/01/2017 e il 31/12/2021) per lavori di efficentamento energetico effettuati sulle parti comuni di condomini, rispetto a quanto già in vigore con la Legge di Stabilità 2017.

Qui il testo del provvedimento.

In particolare il chiarimento riguarda quegli interventi che hanno un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda e quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva (secondo quanto previsto dal. decreto Mise del 26 giugno 2015).

FiscoOggi.it spiega che il credito d’imposta può essere ceduto da:

  • tutti i condòmini teoricamente beneficiari della detrazione d’imposta prevista per gli interventi che rientrano nell’agevolazione fiscale, compresi quindi gli eventuali “incapienti”;
  • i cessionari del credito i quali a loro volta possono effettuare ulteriori cessioni.

Il credito può essere ceduto in favore di:

  • fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolati;
  • di altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti.

È esclusa la cessione in favore di istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche.

Il credito d’imposta cedibile corrisponde alla detrazione dall’imposta lorda sul reddito, prevista nella misura del 70% delle spese sostenute, se relative a interventi che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, oppure pari al 75% per interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva (come da decreto 26/06/15 del Mise).

La detrazione si applica su un ammontare delle spese non superiore a 40mila euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Il condòmino può cedere l’intera detrazione calcolata, secondo due modalità:

  • sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare, per la quota a lui imputabile;
  • sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Il cessionario può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito solo dopo che sia diventato disponibile, cioè dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa.

Il credito ceduto ai fornitori, invece, si considera disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo.

 Cosa devono fare i condomini

Per effettuare la cessione del credito, i condòmini devono comunicare all’amministratore di condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta, l’avvenuta cessione del credito indicando la denominazione e codice fiscale del cessionario che ha accettato.

L’amministratore del condominio, a sua volta deve:

  • comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate, entro il 28 febbraio, i dati identificativi e l’accettazione del cessionario nonché l’ammontare del credito d’imposta ceduto sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente;
  • consegnare al condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il protocollo telematico attribuito dall’Agenzia delle Entrate. Il mancato invio rende inefficace la cessione del credito.

I condòmini appartenenti ai condomini “minimi”, che non hanno nominato un amministratore in quanto non obbligati, possono cedere il credito d’imposta incaricando un condòmino di effettuare gli adempimenti con le modalità e nei termini previsti per gli amministratori di condominio.

Fruizione in compensazione

L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche che il credito d’imposta, non oggetto di cessione, è utilizzabile in compensazione senza applicazione dei limiti previsti dall’articolo 34 della legge 388/2000 – mediante il modello F24.

La quota di credito non fruita nel periodo di spettanza è riportabile nei periodi d’imposta successivi, ma non può essere chiesta a rimborso.

Scarica l’articolo in versione pdf

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