EMERGENZA PM10: REGOLE E DIVIETI PER IMPIANTI DI RISCALDAMENTO. E’ l’applicazione dell’Accordo Padano interregionale, fatto proprio dal Tavolo tecnico della Provincia di Padova

smog-pm10-pianura-padanaCon la Delibera della Giunta Regionale del 6 giugno 2017 (e successive ratifiche), la regione Veneto, assieme a Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, ha approvato una serie di norme per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano.

Queste misure, raccolte nel testo denominato “Accordo Padano”, definiscono nuove regole e comportamenti per la limitazione delle emissioni delle auto e degli impianti di riscaldamento al fine di migliorare la qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica dei cittadini. Queste norme sono previste come obbligatorie per i comuni con un numero superiore ai 30 mila abitanti, ma possono essere adottate volontariamente anche da comuni più piccoli e dalle aree metropolitane.

In particolare a Padova, il tavolo zonale contro l’inquinamento, coordinato dalla Provincia e di cui fanno parte anche i 17 comuni contermini (tra cui Cadoneghe), ha deciso di recepire volontariamente alcune misure previste dall’accordo padano, stabilendo norme che sono in vigore dal 6 novembre 2017 al 13 aprile 2018.

La necessità è quella di abbassare le emissioni di PM10 e di biossido di azoto (NO2) entro i limiti definiti dall’Unione Europea nella direttiva 2008/50/CE (che l’Italia ha avuto difficoltà a rispettare).

La sigla PM10 (Particulate Matter o Materia Particolata) si riferisce alla misura del particolato uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro. Presente in atmosfera come aerosol, è il prodotto della combustione dei residui carboniosi, sia naturale che ad opera dell’uomo. Questo particolato è considerato, secondo gli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) e della Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), come carcinogeno di tipo 1.

Questo vuol dire che si tratta di sostanze che tendono ad aumentare la probabilità di sviluppare tumori nei soggetti sottoposti ad una esposizione prolungata. Inoltre, senza un filtraggio adeguato, queste sostanze entrano nel sistema respiratorio e nel flusso sanguigno, causando patologie cardiocircolatorie.

Buona parte delle emissioni di PM10 vengono dalle autoveicoli e traffico, ma anche dagli impianti di riscaldamento. L’Accordo Padano prevede quindi la regolamentazione, e una graduale sostituzione, delle caldaie a biomasse con certificazione energetica inferiore a quella prevista dalle norme europee.

Una caldaia con una resa energetica migliore necessita di meno combustibile, che porta quindi ad una minore produzione di inquinanti atmosferici. Inoltre, permette alle famiglie di avere una spesa minore legata al riscaldamento.

Misure permanenti relative al riscaldamento con caldaie alimentate a biomasse (a legna, pellet o cippato):

  • dal 9 dicembre 2017 è vietata l’installazione delle caldaie a biomassa di classe inferiore alle 3 stelle.
  • dal dicembre 2018, sarà vietata l’installazione di impianti inferiori alle 4 stelle e l’uso di quelli a 3 stelle.

Il numero di stelle è comunicato dal venditore che deve certificare le prestazioni ambientali dell’apparecchio. Nel caso di apparecchi già presenti in casa il numero di stelle può essere verificato tramite una ricerca on line nel sito della Regione Veneto.

Inoltre è in vigore per tutti il rispetto del limite di 19° C (con tolleranza di 2° C) per le temperature medie delle abitazioni e spazi ed esercizi commerciali, ad esclusione di case di cura e/o riabilitazione, ospedali e case di riposo

Misure emergenziali contro l’inquinamento (valide dal 6 novembre 2017 al 13 aprile 2018):

In caso venga superata soglie crescenti nei livelli di inquinamento, saranno applicate misure emergenziali, con 2 livelli di allerta comunicati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Veneta (ARPAV):

  1. il livello di allerta 1 scatterà dopo 4 giorni consecutivi di superamento dei limiti e comporterà una semplice comunicazione alla popolazione.
  2. l’allerta 2 scatterà dopo 10 giorni di consecutivi con superamento di 50 microgrammi per m3 di PM10 secondo le misurazioni dell’ARPAV. La comunicazione avverrà attraverso tabelloni elettronici ed il sito internet del Comune. I provvedimenti obbligatori sono:
    • divieto dell’utilizzo di caldaie a biomasse aventi prestazioni inferiori alla classe a 3 stelle
    • divieto di combustione di residui da potatura all’aperto.
    • divieto assoluto, per qualsiasi tipologia (falò rituali, barbecue e fuochi d’artificio, scopo intrattenimento, ecc.), di combustioni all’aperto anche relativamente alle deroghe rappresentate dai piccoli cumuli di residui vegetali bruciati in loco, salvo specifiche deroghe rilasciate dal Comune.

Nell’accordo zonale provinciale non sono previste norme particolari rispetto al tipo di pellet utilizzato. Ricordiamo però che nell’Accordo padano dall’ottobre 2018 si rende obbligatorio, per i comuni con più di 30.000 abitanti, l’uso del pellet di classe A1 secondo la certificazione EN Plus (norma UNI EN ISO 17225-2).

L’obbligo sarà valido per l’uso dei generatori di calore di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW. Il potere calorifico di questo tipo di pellet è molto alto per cui garantisce minori emissioni, meno ceneri e parti incombuste. Aldilà della volontarietà, riteniamo che chiunque abbia una stufa a pellet dovrebbe farne uso, per ridurre le emissioni e i propri costi finali nel riscaldamento: infatti l’uso di tale pellet richiede minori operazioni di manutenzione e pulizia straordinarie.

Si raccomanda comunque di verificare la pulizia delle canne fumarie periodicamente e di bruciare solo legna secca vergine che non contenga altri materiali o impregnanti chimici al suo interno.

scheda a cura del dott. Massimiliano Saltori

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